Una logica allegria

Una signora di una settantina d'anni elegante col marito uscendo dal supermercato.

Non trattiene le lacrime: ci guardiamo e ci abbracciamo.

Mi dice: a vedere tutto questo .... e non può continuare. Poi ci mettiamo a ridere tutte e due con gli occhi lucidi.

E' da questa mattina che mi sento particolarmente allegra: sia perchè oggi compio gli anni, c'è il sole e poi perchè ho l'onore di essere una della prima ora di questa "storia della colletta".

E anche quest'anno ci sono.

Ci siamo! Tutta la mia famiglia! Che grande storia! Mio figlio è in giro col furgoncino delle Suore Comboniane (che è sempre lo stesso dagli esordi.. e miracolosamente non si ferma) a raccogliere i pacchi per portarli al magazzino e mia figlia con gli adolescenti della Parrocchia al supermercato del quartiere che mi manda la questa foto che dice tutto.. Una logica allegria. Sembra uno spot!

Da sempre il giorno della Colletta sto con gli Alpini sulla porta della Pam di Via IV Novembre in Verona, il mio supermercato. E' lì all'ingresso che c'è il primo sguardo, la domanda fatta in mille modi diversi ma che è : "vuoi starci anche tu?"

La mia libertà che mi fa stare sulla porta a fare un invito: vuoi ascoltare cosa dice il tuo cuore? E' la libertà dell'altro che ha frettaperchè è in ritardo, è lento e ha il bastone perchè è vecchio, ha appena parcheggiato la sua bella Audi e nondeve comprareniente e ha un impegno, la mammina che ha un bambino in passeggino e uno in pancia, il signore che ha il cane e ha la depressione, è difretta, deve solo comprare una cosa, è un extracomunitario o una badante.. Ho imparato a fare la domanda a ciascuno: perchè non ho diritto io di fare la selezione quindi anche ai ragazzini a caccia di superalcolici: vuoi mettere anche tu qualcosa, basta una scatoletta di tonno... di fagioli.. se vuoi lo puoi fare.. C'è un momento in cui capisci , occhi negli occhi, che hai incontrato il cuore di quella persona che proprio non era venuta per la colletta... ma che accoglie la tua proposta.

Quindi accoglie il povero. Si fida di te. Di quello che porti. E' una Grazia. E ti portano la borsetta con i viveri: la vogliono dare proprio a te e vogliono dartela in mano e hanno gli occhi splendenti e dicono: "ecco, ho fatto". Mi sembra un miracolo ogni volta. potessi fare una foto di quei volti in quel momento.

E non posso fare a meno di pensare che quando Giussani diceva "ci vorrebbe l'educazione del popolo" è proprio questo che voleva dire. Un papà che abbiamo incontrato così qualche anno fa è tornato il pomeriggio col figlio e ora vengono tutti gli anni. Una donnona ugandese di stamattina che non capiva, ma quando sono riuscita a spiegarmi, le si sono illuminati gli occhi ha voluto la borsetta e si è visto chiaramente che era orgogliosa di esercitare questa "regalità" che c'è nel donare a chi ha più bisogno di noi. E più di un extracomunitario quando riesci a spiegargli cosa è la Colletta partecipa volentieri.

E i ragazzotti che l'altranno sono usciti alla chiusura con le bottiglie di vino e birra dicendo che erano senza soldi e li ho sfidati ad aiutarci a caricare l'ultimo camioncino perchè eravamo stanchi morti e l'hanno fatto il passamano. Spesso abbiamo lavorato sotto la pioggia con gli ombrelli fradici che ti bagnano quando si chiudono e "intralciano gli incontri"... oggi c'era anche il sole.

Laura Nicolis - Verona