Anch'io mi sento un privilegiato

Ho avuto il risultato della colletta al super di via Legnone, e tutto il giorno, ieri, ero un po' la.

Al di là dei numeri, da quello che mi hanno detto Guido e Andrea, mi pare che, come sempre, il problema è vivere le ragioni del gesto e, senza discorsi comunicarlo.

Forse, quest'anno,dopo molti anni, è stato sperimentato di più il rischio della scontatezza,dovuta all'abitudine, dei clienti e dei volontari, soprattutto in Legnone, dove la perfetta macchina rodata degli amici del Rotary, fa filare tutto liscio.

Ma non è male che anche questo sia accaduto, perché nell'istante conta ciò che accade e non quello che dovrebbe accadere. Fosse anche un peccato o una distrazione.

Posso dirti che anch'io mi sento un privilegiato, come Silvia.

Una cosa che sto imparando con sempre maggior chiarezza è propio che è vero che quando il Signore ci fa toccare, soprattutto nella carne, il nostro limite, è perché possiamo sentirci anche infinitamente amati.

A mio figlio Francesco, che mi raccontava che sua Chiara, di quattro anni, era un po' arrabbiata con la Modonna, visto che non mi aveva ancora fatto guarire, nonostante le sue preghiere, ho detto di dire a lei, a suo fratello e alle sue sorelle che la Madonna è come la mamma.

Quando uno dei suo figli è ammalato, piange e soffre anche lei, ma un po', in fondo è contenta, perché è allora che può tenersi il figlio a casa, più vicino, stringerlo a sè e coccolarselo. Anche il bimbo non è contento di essere ammalato e vorrebbe poter fare mille cose e stare con gli amici a giocare sempre e persino di andare a scuola, ma, in fondo è contento di poter aver la possibilità di farsi coccolare come non mai dalla mamma che è tutta per sè.

Ecco, io, in questa stanza d'ospedale, mi sento persino coccolato.

Pensa te come sto bene e come non possa essere trasbordante di gratitudine per ciò che mi accade.

Un abbraccio e grazie a tutto il Banco e ringraziami Massimo di Cesena, al quale invio anche u infinito in bocca lupo.

 

Paolo