“No no guardi, non sono per niente d’accordo, sbagliate…”

“Buonasera, oggi è la giornata della colletta alimentare, raccogliamo... “. “No no guardi, non sono per niente d’accordo, sbagliate…” È l’inizio di una discussione con uno dei tanti avventori cui distribuisco il volantino. Ritiene di avere dei motivi per dissentire (dovrebbe pensarci lo Stato, chissà a chi vanno … e poi gli stranieri etc.) che contrasto come posso in un dialogo di cinque minuti. Non lo convinco e l’uomo entra senza volantino né sacchetto. Dieci minuti dopo esce con la spesa fatta ed io, vedendolo allontanarsi, lo saluto con un gesto della mano: “Buonasera, arrivederci”, senza particolare enfasi. “No, guardi, come le dicevo io non ho dato niente e non ho cambiato idea” mi fa di rimando dando per scontato che la grande differenza di vedute dovesse impedire il mio saluto. Ne nasce un nuovo brevissimo dialogo dal quale capisce che l’avevo salutato nonostante sapessi benissimo che non aveva donato nulla e che comunque ritenevo fosse possibile ed interessante ‘rivederci’ come nel saluto. Poi, di colpo, invece che allontanarsi dice ‘bhè, a questo punto, allora, le compro lo stesso qualcosa’, rientra nel negozio e ne esce con dei prodotti che mi porge frettolosamente fuggendo via. In un primo momento avevo giudicato questo solo un fatterello bizzarro, ma poi raccontandolo agli amici e ripensandoci mi è sembrato veramente una piccola foto del clima in cui purtroppo viviamo: per come la pensiamo non possiamo che essere nemici, non possiamo nemmeno salutarci. Eppure questo clima non corrisponde a quello che siamo, tanto che bastano poche parole per indurre un atteggiamento diverso, imprevisto e... stupendamente incoerente

Marco, Udine